Vai al contenuto
Ora nel mondoEU--:--UK--:--USA--:--CN--:--PLDEFRIT中文EN

portale su IA e tecnologiaeventi · analisi · interviste · approfondimenti tecnici

Cerca
LIVE
›

Tessuti da riciclo e tessili intelligenti: dove sta il collo di bottiglia

Nell'Unione europea si generano 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili all'anno, ma solo l'1% degli indumenti usati viene trasformato in capi nuovi. I vestiti con elettronica integrata, intanto, non sono ancora entrati nella vendita di massa.

Moda e designAnalisiAlessandra ManciniPubblicato: 15 settembre 20266 min di letturaFonti 4
Tessuti da riciclo e tessili intelligenti: dove sta il collo di bottiglia

Il ciclo europeo dei tessili è oggi più una dichiarazione d'intenti che un'industria. I dati citati da 300Gospodarka indicano che nell'Unione si producono 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili ogni anno, di cui 5,2 milioni sono vestiti e scarpe usati: una media di 12 kg a persona. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, l'87% dell'abbigliamento usato in Europa viene bruciato o finisce in discarica. Solo circa l'1% viene riciclato in nuovi capi. Witold Naturski, direttore dell'Ufficio del Parlamento europeo in Polonia, nota che il recupero è ostacolato dalla mescolanza di materiali in un unico prodotto. L'iniziativa che mira a cambiare questo scenario è la mostra itinerante "(Re)Made in EU", esposta a Varsavia nel dicembre 2025.

Cosa blocca il riciclo delle fibre

Le barriere sono tecniche e di mercato. Le miscele di poliestere ed elastan sono difficili da separare. La selezione per composizione richiede dati che le etichette spesso non forniscono. L'Unione intende intervenire con nuove norme: entro il 2030, i capi venduti nel mercato comune dovranno essere durevoli, riparabili e riciclabili. Le etichette dovranno indicare chiaramente, tra l'altro, la quota di materiali riciclati. Un ulteriore incentivo è il divieto di distruggere l'abbigliamento invenduto, in vigore per le grandi aziende dal 19 luglio 2026. Le eccedenze devono essere gestite, e lo scenario peggiore resta lo smaltimento.

I vestiti intelligenti aspettano il salto di qualità

Il secondo ramo dell'innovazione riguarda i tessili attivi. Il portale t3n ricorda che già nel 2017 Google e Levi's presentarono la giacca Project Jacquard, connessa allo smartphone. Da allora sono comparse scarpe che si allacciano da sole e abbigliamento sportivo che misura lo sforzo fisico. Eppure, il salto di massa non c'è ancora. Axel Augustin, direttore generale dell'Associazione tedesca del commercio di tessili, calzature e pelletteria, è scettico sull'adozione diffusa da parte dei consumatori. Alla settimana della moda di Berlino il tema resta marginale. Il motivo è pratico: lavaggio, ricarica e durata dell'elettronica nel tessuto continuano a essere punti deboli rispetto al prezzo.

Il lato della domanda

In Cina, le tecnologie indossabili sono invece entrate nelle politiche di consumo. Il documento del Ministero del Commercio sull'espansione dei consumi elenca tra le priorità i dispositivi indossabili intelligenti, accanto a telefoni e computer con AI. Parallelamente, nell'Unione la raccolta differenziata obbligatoria dei rifiuti tessili è attiva dall'inizio del 2025. Gli indumenti usati non possono più essere gettati nei rifiuti indifferenziati, ma vanno consegnati a un punto di raccolta specifico. La separazione dei flussi è la condizione preliminare senza la quale il riciclo materiale non può partire.

Commenti 0

Fonti

4
  1. 01UE produkuje co roku 12,6 mln ton odpadów tekstylnych (300Gospodarka)PL
  2. 02Wzrosło zainteresowanie tekstyliami z drugiej ręki (300Gospodarka)PL
  3. 03Smarte Kleidung: Der Durchbruch lässt auf sich warten (t3n)DE
  4. 04目标60万亿元,商品消费扩容升级方案落地 (第一财经/Yicai)ZH

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Alessandra Mancini

Alessandra Mancini

Cultura, cucina e stile di vita

Alessandra Mancini scrive di cultura, cucina, moda e design, stili di vita e storia per FLASH24, partendo da fonti primarie, cataloghi e documenti d'archivio, e non lascia passare nulla senza riscontro. Per ogni articolo di cucina verifica dosi, tempi e temperature con prove dirette in cucina, confrontando almeno due edizioni dello stesso ricettario. Per le pagine di moda e design intervista artigiani e curatori, e in calendario attende le settimane delle collezioni e le nuove uscite editoriali di saggistica. Fuori redazione impasta pane fatto in casa, gira per mercati e colleziona vecchi libri di cucina, da cui spesso ricava spunti per le ricette. Non pubblica una ricetta senza averla provata almeno una volta.

Redazione →

Commenti

0
  1. Nessun commento — sii il primo.

Scrivi un commento

I commenti sono pubblici. Non pubblichiamo insulti, spam né pubblicità.