Bangladesh e Vietnam contano l'export, la Cina punta a 60 trilioni di consumi
Ad agosto l'export del Bangladesh è cresciuto del 13,14 per cento, ma in tre anni il paese ha chiuso 402 fabbriche di abbigliamento. Il Vietnam mira a 48 miliardi di dollari di esportazioni tessili nel 2026, mentre la Cina scommette sui consumi interni.

La filiera dell'abbigliamento si ridisegna quest'anno. I dati dell'Export Promotion Bureau (EPB), riportati dal quotidiano The Daily Star, mostrano un aumento delle esportazioni bangladesi dell'11,14 per cento su base annua ad agosto, a 4,43 miliardi di dollari. Nei primi due mesi dell'anno fiscale 2026-27 la crescita è stata del 5,43 per cento: 9,16 miliardi di dollari contro gli 8,69 miliardi dell'anno precedente. Il motore resta l'abbigliamento confezionato, con vendite all'estero salite del 13,92 per cento a 3,89 miliardi di dollari. L'EPB attribuisce questo andamento a una domanda più solida sui mercati principali, a una maggiore fiducia degli acquirenti verso il Bangladesh come luogo di approvvigionamento e a capacità produttive ampliate.
L'altra faccia della crescita
Il quadro si completa con i dati presentati in parlamento. Il 3 settembre 2026 il ministro del Commercio Khandakar Abdul Muktadir ha riferito che tra luglio 2023 e giugno 2026 hanno chiuso almeno 402 fabbriche di abbigliamento confezionato: 282 associate alla BGMEA e 120 alla BKMEA. Il ministro ha citato un rapporto dell'associazione del 22 giugno, indicando una combinazione di cause: la pandemia, le pressioni globali e quelle interne. L'aumento del valore dell'export e la riduzione del numero di stabilimenti indicano una sola cosa: consolidamento. Meno fabbriche gestiscono ordini più grandi.
Vietnam: 48 miliardi e il buco nei tessuti
Il Vietnam punta a 48 miliardi di dollari di export tessile e di abbigliamento nel 2026. Il ritmo è irregolare. I primi due mesi hanno portato 5,7 miliardi di dollari, con una crescita dell'1,2 per cento; il primo trimestre 8,8 miliardi; il periodo gennaio-maggio 15,1 miliardi; il semestre 18,8 miliardi, in crescita dello 0,9 per cento; gennaio-agosto già 26,8 miliardi. Nel 2025 il settore ha raggiunto circa 46 miliardi di dollari. Il punto debole resta l'importazione di tessuti: la produzione interna copre solo una parte del fabbisogno e il deficit è stimato intorno al 64 per cento.
La Cina si sposta verso il consumatore
Il maggiore produttore cambia accento. Il documento di Pechino "Opinione sul sostegno all'ampliamento e all'ammodernamento del consumo di beni", preparato dal Ministero del Commercio con diversi altri ministeri, prevede 20 azioni concrete. Entro il 2030 il valore delle vendite al dettaglio di beni di consumo dovrà raggiungere circa 60 trilioni di yuan. Il testo cita espressamente abbigliamento e tessili tra le categorie da trilioni di yuan da sviluppare ulteriormente. Per chi compra in Europa è l'annuncio di una concorrenza crescente: meno export in volume, più marchi che puntano al mercato interno cinese.
Fonti
3- 01Exports grew 13% in Aug on RMG rebound (The Daily Star)EN
- 02402 garment factories closed in Bangladesh in 3 years: Commerce minister (The Daily Star)EN
- 03Vietnam textile & garment exports — feed Google News (nagłówki: cel 48 mld USD, 26,8 mld USD I-VIII 2026, luka w tkaninach 64%)EN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
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