ONU: il mondo spreca più di un miliardo di pasti al giorno e 1,05 miliardi di tonnellate di cibo
Nel 2022 sono stati gettati via 1,05 miliardi di tonnellate di cibo, pari a 132 kg a testa. Le perdite e gli sprechi rappresentano l'8-10 per cento delle emissioni globali di gas serra e costano circa mille miliardi di dollari.

Il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) ha stimato la portata globale del problema nel rapporto Food Waste Index Report 2024, elaborato insieme all'organizzazione britannica WRAP. Nel 2022 si sono generate 1,05 miliardi di tonnellate di rifiuti alimentari, incluse le parti non commestibili. Corrisponde a 132 kg per abitante del pianeta, quasi un quinto di tutto il cibo disponibile ai consumatori.
La struttura delle fonti di rifiuti segue una divisione chiara: il 60 per cento nasce nelle case, il 28 per cento nella ristorazione e il 12 per cento nel commercio al dettaglio. Gli autori sottolineano un punto cruciale: non è un problema esclusivo dei paesi ricchi. La differenza nei rifiuti domestici pro capite tra paesi ad alto reddito, a reddito medio-alto e a reddito medio-basso è di appena 7 kg.
La scala climatica e monetaria
Le perdite e gli sprechi alimentari generano l'8-10 per cento delle emissioni globali annue di gas serra, quasi cinque volte l'intero settore aereo. Occupano un'area pari a quasi un terzo dei terreni agricoli mondiali e incidono sulla biodiversità. Il costo per l'economia globale è stimato in circa mille miliardi di dollari.
Chi misura, riduce
Il rapporto non si limita a contare: mostra anche cosa funziona. Fino al 2022 solo 21 paesi avevano inserito la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari nei propri piani climatici nazionali (NDC). Solo quattro paesi del G20, Australia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, oltre all'Unione europea, dispongono di stime utili per monitorare i progressi verso l'obiettivo 12.3 dello sviluppo sostenibile, ovvero dimezzare lo spreco nel commercio e tra i consumatori entro il 2030. Canada e Arabia Saudita hanno dati adeguati per le famiglie.
I risultati arrivano dove sono state introdotte politiche e partenariati. Il Giappone ha registrato una riduzione del 31 per cento, il Regno Unito del 18 per cento. Tra il 2007 e il 2018 i partenariati pubblico-privati britannici hanno contribuito a tagliare di oltre un quarto i rifiuti alimentari pro capite. L'UNEP cita programmi simili in Australia, Indonesia, Messico e Repubblica del Sudafrica.
La base istituzionale
La misurazione è la condizione per agire. Dal dicembre 2015 la FAO gestisce la Piattaforma tecnica per la misurazione e la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari, istituita insieme all'Istituto internazionale di ricerca sulle politiche alimentari (IFPRI) su raccomandazione dei ministri dell'agricoltura del G20. La piattaforma contribuisce alla coalizione Food is Never Waste, guidata da FAO e UNEP, e lavora per l'obiettivo 12.3. Senza dati non c'è politica, e senza politica non c'è riduzione: è la tesi delle due istituzioni.
Fonti
3- 01UNEP Food Waste Index Report 2024EN
- 02World squanders over 1 billion meals a day — UN reportEN
- 03FAO: Technical Platform on the Measurement and Reduction of Food Loss and WasteEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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