Roboti da cucina cinesi: export a 470 milioni di dollari, +51,3 per cento
Nel 2025 la Cina ha esportato robot per la ristorazione per 470 milioni di dollari, il 51,3 per cento in più rispetto all'anno precedente. Un solo addetto gestisce tre postazioni contemporaneamente.

Al CIFTIS 2026 di Pechino, i robot per la ristorazione hanno rubato la scena. Il Global Times, citando Phoenix Net, racconta che davanti al camion-cucina mobile JD Qixian Xiaochu, lungo quasi dieci metri, si era formata una coda. Nell'aria aleggiava l'odore di peperoni saltati con la carne. Un solo addetto gestiva tre macchine: ha selezionato sullo schermo la ricetta dei bastoncini di patata saltati, ha versato gli ingredienti e dopo circa tre minuti il piatto era pronto. "I piatti veloci richiedono due, tre minuti, i più lenti non superano i cinque", spiega l'operatore.
Xixiang Technology ha presentato un altro modello. Nella sua cucina intelligente per aziende, scuole e ospedali, bracci robotici e algoritmi di visione gestiscono il processo, dalla consegna delle verdure già preparate alla cottura, sincronizzandosi con il piano di produzione. Il manager di zona Yunlong spiega che una mensa da 1000 persone, che serve nove piatti al giorno, può funzionare in piena autonomia. Alla fiera di Zhongguancun è stato mostrato il robot Wujie Dongli K15: si muove tra i tavoli di un caffè, porta il caffè, raccoglie i rifiuti e disinfetta i piani.
Export e mercati esteri
L'industria cinese esporta già. Il rapporto "Global and China Catering Robot Industry Investment Consulting Report" indica che nel 2025 il valore dell'export dei robot cinesi per la ristorazione ha raggiunto 470 milioni di dollari, con un aumento del 51,3 per cento su base annua. Le destinazioni principali sono il Sud-est asiatico, il Medio Oriente e l'Europa. Il giornale riprende una ricostruzione di Reuters: in Corea del Sud caffè, locali di noodles e fiorai senza personale si moltiplicano rapidamente. Alla fine del 2024 il loro numero arrivava a circa 9 mila.
"Mille locali, un solo sapore"
In parallelo va avanti la corsa alla ripetibilità del gusto. Huasheng Online descrive la situazione a Changsha, nello Hunan: i robot del marchio Xinchushi preparano i peperoni con la carne in 2 minuti e 17 secondi, mentre per il saltato veloce bastano 1 minuto e 30 secondi. Il fondatore dell'azienda, Liao Hui, ha lanciato il marchio sul mercato nel 2021. Nel 2025 il team ha realizzato cinque iterazioni del prodotto, arrivando alla quinta generazione; oggi il prodotto principale è alla settima. I dispositivi operano in oltre 200 città in Cina e in più di 20 città all'estero, dove coprono il 15-20 per cento delle vendite. L'azienda sottolinea la dimensione della pentola: un wok di ghisa da 50 centimetri con una capacità di 23 litri, che contiene 5 kg di prodotto in una volta, mentre la maggior parte dei concorrenti ne lavora 1,5-3 kg. I dati di settore citati dal giornale indicano che oltre il 60 per cento delle catene di ristorazione cinesi ha perso clienti durante l'espansione a causa del sapore instabile dei piatti.
La versione domestica
La tecnologia arriva anche nella cucina di casa. Il 24 settembre 2026 a Wuhan è partita la prevendita del robot da cucina completamente autonomo CR3 di Haier, riferisce People's Daily. Il dispositivo ha una potenza di 3500 W e mantiene la temperatura del wok tra 140 e 180 gradi Celsius, un intervallo considerato decisivo per il "wok hei", la nota aromatica cinese. Sono incorporate oltre 600 ricette digitali e sei sistemi nutrizionali, tra cui quello a basso contenuto di sodio per gli anziani e quello ad alto contenuto proteico per chi si allena. Un'indagine dell'agenzia iiMedia Research del 2026 indica però che il punto debole maggiore del mercato resta la differenza di sapore e di grado di cottura rispetto ai piatti preparati a mano.
Fonti
3Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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