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I festival del cinema misurano la quota di intelligenza artificiale nei film

Il festival AI di Hong Kong richiede che i modelli generino oltre la metà del film e punta a farne uno standard. A Nizza si è già svolta la seconda edizione, con Claude Lelouch alla presidenza della giuria.

CulturaAnalisiAlessandra ManciniPubblicato: 22 settembre 20266 min di letturaFonti 2
I festival del cinema misurano la quota di intelligenza artificiale nei film

L'Hong Kong International AI Film Festival (HKAIIFF 2026) ha aperto le iscrizioni a maggio 2026 per autori di tutto il mondo. Gli organizzatori lo presentano come il primo evento internazionale dedicato ai contenuti "nativamente AI". I lavori sulla logica e sull'architettura tecnica del progetto sono iniziati nel 2022. Nel dicembre 2024 l'associazione degli organizzatori è stata registrata con l'approvazione del governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong. La città ha un ruolo strategico: è insieme un centro di scambio culturale tra la Cina e il mondo e un polo di innovazione tecnologica.

Il numero come criterio artistico

L'elemento più discusso del regolamento è il criterio quantitativo. I film in concorso devono avere oltre il 51 per cento di contenuti generati dall'AI. Per gli organizzatori questa soglia serve a distinguere due modi di lavorare: il "supporto dell'AI" e la "creatività nativamente AI". Il festival prova così a costruire un punto di riferimento misurabile per valutare i film realizzati con i modelli. Attorno al concorso è nato un intero ecosistema. Accanto alla rassegna opererà un'accademia del cinema (HKAIFA), che formerà le nuove generazioni di autori. Ci sarà poi un mercato del film (HKAIFM), che gestisce lo scambio dei diritti sui contenuti digitali, e un centro globale per la ricezione delle iscrizioni con assistenza online. Gli organizzatori annunciano anche un canale di collaborazione con la base cinese di esportazione dei film AI. L'obiettivo è ridurre i tempi e abbassare i costi di preparazione dei contenuti culturali cinesi per il pubblico straniero, soprattutto semplificando traduzioni e produzione. I risultati sulla partecipazione sono già misurabili. Nella finestra prioritaria di aprile, aperta solo per un mese, il centro ha ricevuto oltre mille film "nativamente AI" da venti paesi e regioni, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Giappone.

Nizza, Lelouch e l'etica

La diramazione europea di questa corrente è il World AI Film Festival (WAIFF). L'ha fondato Marco Landi, ex direttore globale per il business di Apple. La prima edizione si è tenuta nell'aprile 2025 a Nizza. L'evento viene definito la prima festa mondiale del cinema creato con l'AI. A presiedere la giuria della prima edizione è stato il regista Claude Lelouch, vincitore di un Oscar e di una Palma d'Oro. Il festival ha raccolto oltre 1500 opere da più di 80 paesi, e il montepremi ha superato i 20 mila euro. Accanto al concorso gli organizzatori conducono un "processo simulato" dedicato all'etica del film AI, una discussione sui limiti dell'uso del volto, della voce e dello stile altrui. Hanno dato il loro sostegno le società cinematografiche francesi Pathé e Banijay. La seconda edizione, nel 2026, ha avuto come presidente Gong Li, attrice nota per "Il grano rosso", "To Live" e "La maledizione del fiore d'oro". La scelta di una stella cinese per guidare un concorso sulla tecnologia mostra che questa corrente non è più una curiosità di nicchia, ma un circuito festivaliero a sé, con le proprie star, i propri sponsor e i propri criteri di valutazione.

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Fonti

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  1. 01香港AI国际电影节2026启动全球征片 20国作品已超千部 (新浪新闻)ZH
  2. 02World A.I. Film Festival 2026 in CHINA (世界人工智能电影节)ZH

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Alessandra Mancini

Alessandra Mancini

Cultura, cucina e stile di vita

Alessandra Mancini scrive di cultura, cucina, moda e design, stili di vita e storia per FLASH24, partendo da fonti primarie, cataloghi e documenti d'archivio, e non lascia passare nulla senza riscontro. Per ogni articolo di cucina verifica dosi, tempi e temperature con prove dirette in cucina, confrontando almeno due edizioni dello stesso ricettario. Per le pagine di moda e design intervista artigiani e curatori, e in calendario attende le settimane delle collezioni e le nuove uscite editoriali di saggistica. Fuori redazione impasta pane fatto in casa, gira per mercati e colleziona vecchi libri di cucina, da cui spesso ricava spunti per le ricette. Non pubblica una ricetta senza averla provata almeno una volta.

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