Qubit superfluido, la roadmap del DOE e un set di porte universale
I ricercatori dell'Università del Surrey hanno progettato un qubit in elio superfluido che, secondo i loro calcoli, potrebbe ridurre i tassi di errore di circa 100 volte rispetto ai qubit superconduttivi convenzionali. Lo studio è apparso su npj Quantum Information ed è stato divulgato da ScienceDaily il 1° ottobre.

La proposta, denominata Superfluid Helium Oscillator Quantum device (SHOQ), utilizza elio-3 superfluido elettricamente neutro. L'assenza di carica elettrica rende il dispositivo naturalmente schermato dal rumore elettromagnetico che disturba i circuiti superconduttivi. Nel loro articolo su npj Quantum Information, il team afferma di aver presentato il primo progetto di qubit basato su un superfluido. ScienceDaily ne ha pubblicato il riassunto il 1° ottobre.
«Non siamo i primi a pensare ai singoli componenti di questa idea, ma per la prima volta li abbiamo uniti in un dispositivo microfluidico, definendo i dettagli specifici che ne permetterebbero il funzionamento come qubit», ha dichiarato Priya Sharma, Daphne Jackson Fellow in Hybrid Quantum Systems al Surrey e prima autrice dello studio, secondo ScienceDaily.
Sharma ha aggiunto che la matematica suggerisce che il sistema dovrebbe funzionare e che il prossimo passo è la costruzione di un prototipo. Attualmente nessun prototipo esiste. La distinzione è cruciale: il fattore 100 è un calcolo, non una misura, e il dossier non riporta alcuna replica indipendente.
Tre risultati in otto giorni, e nessuno concorda sul percorso
Il progetto del Surrey è uno dei diversi risultati sul calcolo quantistico presenti nel dossier tra il 23 settembre e il 1° ottobre. Il 25 settembre ScienceDaily ha riportato un lavoro della Pritzker School of Molecular Engineering dell'Università di Chicago, di Harvard, della Stony Brook University e di Quantinuum. Il gruppo ha utilizzato 54 qubit sul processore H2 di Quantinuum per dimostrare un set di porte universale costruito con anyoni non abeliani. L'articolo è apparso su Nature. Il team ha combinato braiding e fusione, operazioni non fornibili dal solo braiding.
Henrik Dreyer, managing director e scientific lead dell'ufficio di Monaco di Quantinuum e coautore, ha definito i codici non abeliani «un outsider nella corsa alla correzione degli errori quantistici» in dichiarazioni riportate da ScienceDaily. Ha spiegato che il lavoro mostra per la prima volta un set di porte universale in un codice non abeliano e che il calcolo fault-tolerant può procedere in linea di principio senza distillazione o coltivazione degli stati magici. Secondo Dreyer, questi due passaggi sono le operazioni più costose nei codici di correzione degli errori standard.
Ruben Verresen, assistant professor alla UChicago PME e coautore, ha descritto l'approccio in termini più diretti: «Abbiamo dimostrato un cosiddetto set di porte universale, il che significa che se si immagazzina informazione in queste versioni emergenti dei quark e le si sposta, si può eseguire qualsiasi calcolo quantistico desiderato». Lo stesso resoconto di ScienceDaily risale al 25 settembre.
Il 30 settembre, il Caltech ha pubblicato su Nature risultati che misurano livelli energetici previsti dalle teorie conformi dei campi di Ising e Ising tricritico, rapporti calcolati dai teorici per circa 40 anni senza conferma sperimentale diretta. Jason Alicea, William K. Davis Professor of Theoretical Physics al Caltech, ha affermato che i livelli energetici «codificano informazioni profonde sulle teorie stesse». Il lavoro ha utilizzato atomi neutri intrappolati con laser come simulatore quantistico, non come computer quantistico general-purpose.
Xiangkai Sun, dottorando nel laboratorio Endres e co-primo autore, ha inquadrato il cambiamento senza giri di parole: «Negli ultimi 10 anni le persone hanno imparato a controllare questi sistemi, e ora siamo al punto in cui possiamo usarli per la ricerca di fisica fondamentale». ScienceDaily ha pubblicato quel resoconto il 30 settembre.
Si aggiungono l'Università di Kyoto e l'Università di Hiroshima, i cui ricercatori hanno dimostrato una misura entangled che identifica stati W a 3 fotoni, una capacità mancante da quando la misura equivalente per gli stati GHZ è stata proposta più di 25 anni fa. L'autore corrispondente Shigeki Takeuchi ha dichiarato che il team ha «finalmente ottenuto anche la misura entangled per lo stato W, con una vera dimostrazione sperimentale per stati W a 3 fotoni». ScienceDaily lo ha riportato il 29 settembre.
Washington vuole utilità, non conteggi di qubit
Anche il livello politico si è mosso. Il Fermilab ha pubblicato il 27 settembre lo SCAC Quantum Committee Report, che traccia un percorso a tappe verso la dimostrazione dell'utilità scientifica del calcolo quantistico. L'obiettivo dichiarato è una macchina scientificamente rilevante e corretta rispetto agli errori entro il 2028, con una visione di lungo periodo per una Quantum Computing User Facility dedicata. Anna Grassellino, chief technology officer del Fermilab, ha presieduto la sottocommissione; Supratik Guha della Pritzker School of Molecular Engineering dell'Università di Chicago è stato vicepresidente. La nota del Fermilab indica che il rapporto si basa sul contributo di centinaia di persone tra laboratori nazionali, università, industria e agenzie federali.
Il rapporto sostiene che il successo vada misurato con l'utilità scientifica e non con i benchmark hardware. Tra le applicazioni indicate ci sono la previsione delle proprietà molecolari per la scoperta di farmaci, la progettazione di catalizzatori, la simulazione di materiali rilevanti per la fusione e la modellizzazione della fisica del primo universo. La proposta del Department of Energy è l'integrazione: processori quantistici collegati a flussi di lavoro ibridi classico-quantistici accanto ai suoi centri di calcolo ad alte prestazioni e alle strutture utente esistenti.
Tra la fisica e la politica si colloca un problema meno affascinante. Un preprint pubblicato su arXiv il 28 settembre da Hoang Pham Cong e Ho Viet Duc Luong definisce il valore decisionale del calcolo della percezione e rileva che una percezione migliore non produce in modo affidabile decisioni migliori a valle. Testando la geometria monoculare dispiegata su KITTI e nuScenes, gli autori riportano che dal 34 al 54 percento delle escalation che modificano la perdita a valle la peggiorano. Scegliere tra segnali dispiegabili in base al guadagno di percezione sugli oggetti mancati, anziché al valore decisionale, ha ridotto il guadagno decisionale realizzato sul test del 7,4 percento della perdita all-cheap in media, scrivono. L'articolo è un risultato di machine learning, non di calcolo quantistico, ma tocca la stessa domanda sollevata dalla roadmap del DOE: cosa conta come output utile.
I livelli commerciale e applicativo continuano a muoversi
Il 1° ottobre Q/C Technologies ha annunciato la collaborazione con il Center for Integrated Nanotechnologies dei Sandia National Laboratories su componenti nanofotonici per la sua unità di elaborazione ottica destinata all'inferenza AI. HPCwire ha riportato l'annuncio lo stesso giorno. Joshua Silverman, executive chairman dell'azienda, ha definito l'accesso alle competenze fotoniche del CINT «un passo importante» nello sviluppo della piattaforma. Gli obiettivi dichiarati del progetto includono operazioni non lineari, memoria, precisione, perdita ottica e integrazione con sistemi elettronici: un elenco di problemi irrisolti più che una specifica di prodotto.
Quantum Space, intanto, ha eseguito un ordine di lavoro per la lavorazione di un veicolo spaziale con All Points Logistics per la sua missione Prime, ha riferito SpaceNews il 30 settembre. Prime è un apripista per la piattaforma Ranger e Scout dell'azienda, ha completato una Systems Integration Review e punta al lancio nella seconda metà del 2027 dalla Vandenberg Space Force Base. Kerry Wisnosky, presidente di Quantum Space, ha spiegato che l'accordo copre strutture in camera bianca, rifornimento di propellente, sicurezza del sito di lancio e revisioni operative, supporto a terra e trasporto verso la struttura di integrazione del veicolo di lancio.
Due voci più vecchie nel dossier vanno tenute come contesto, non come notizie. Google DeepMind ha descritto il 23 settembre come porterà una memoria lato server persistente e cifrata sulla sua piattaforma Private AI Compute, con chiavi crittografiche conservate sui dispositivi degli utenti. E Quanta Magazine ha riferito il 23 settembre di un lavoro del chimico di Princeton Gregory Scholes secondo cui reti classiche complesse possono imitare matematicamente il comportamento quantistico senza essere quantistiche, un'affermazione che stona accanto alle tappe hardware citate sopra.
Sulle otto fonti più recenti lo schema è coerente: progetti, simulazioni e set di porte avanzano più in fretta di quanto si riesca a dimostrare che uno di essi batta una macchina esistente su un problema che valga la pena risolvere. Il dato delle 100 volte del Surrey è il numero più eclatante della settimana. È anche il meno verificato.
Fonti
11- 01This new qubit could be 100 times less error-prone in superfluid quantum computer breakthroughEN
- 02Quantum computing's "dark horse" just proved it can go universalEN
- 03Caltech physicists finally measure a quantum energy ladder predicted 40 years agoEN
- 04Quantum teleportation breakthrough: Scientists crack a 25-year entanglement challengeEN
- 05DOE releases national quantum computing roadmap following field-wide effort led by SCAC subcommitteeEN
- 06Q/C Technologies Collaborates with Sandia on Optical Computing for AI InferenceEN
- 07Quantum Space Executes Launch Processing Agreement with All Points Logistics for Prime MissionEN
- 08The Decision Value of Perception ComputeEN
- 09Advancing Private AI Compute with secure, server-side memoryEN
- 10Biology Might Not Be Quantum, but Its Math Is QuantumlikeEN
- 11AI-Defined Vehicles Push Compute, Memory, And Validation LimitsEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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