L'UE sotto accusa per il segreto sui consumi dei data center: arriva il reclamo Aarhus
Lunedì Lighthouse Reports ha depositato un reclamo formale contro la Commissione europea. L'organizzazione accusa l'esecutivo di aver eretto un "muro di silenzio" sui consumi di energia e acqua dei singoli data center. Lo riferisce POLITICO, che per primo ha dato notizia della segnalazione.

La segnalazione è stata presentata questa settimana nell'ambito della Convenzione di Aarhus, un trattato vincolante che garantisce al pubblico il diritto all'informazione e alla partecipazione nelle decisioni ambientali. POLITICO ne ha dato notizia il 30 settembre. La Commissione europea non ha risposto alle richieste di commento.
Il tempismo non è casuale. In Europa cresce l'opposizione pubblica ai data center ad alto consumo energetico, mentre i prezzi dell'elettricità salgono. L'UE ha dichiarato l'obiettivo di triplicare la capacità dei data center nei prossimi anni per tenere il passo con Stati Uniti e Cina.
Secondo i dati della stessa Commissione, nel 2025 i data center europei hanno consumato 20,7 terawattora di elettricità, all'incirca quanto l'intera Croazia, e oltre 8 milioni di metri cubi d'acqua. Rispetto al 2024, i consumi elettrici sono cresciuti del 26% e quelli idrici del 52%. Tuttavia, questi totali derivano da dati incompleti raccolti dalla Commissione e sono stati pubblicati solo in forma aggregata.
Cosa dice il reclamo
Lighthouse Reports, un'organizzazione no-profit olandese che conduce inchieste transfrontaliere, sostiene che la Commissione permetta agli operatori di nascondere i dettagli sui consumi e di sottrarsi al controllo. "La Commissione siede in cima a un edificio di non divulgazione che abbraccia la stragrande maggioranza dell'UE", si legge nel testo, secondo POLITICO. "Sostenere il segreto commerciale a scapito del diritto del pubblico a sapere erode la legittimità e danneggia ulteriormente la fiducia".
Lo sfondo giuridico è una legge del 2024 che ha vietato a Bruxelles e alle capitali UE di divulgare "tutte le informazioni e gli indicatori chiave di prestazione dei singoli data center". Secondo POLITICO, la misura è seguita a pressioni delle grandi aziende tecnologiche, che hanno invocato interessi commerciali.
La sfida affronterà il primo test a novembre, quando il Comitato per l'osservanza della Convenzione di Aarhus si riunirà per decidere se il reclamo è ammissibile. Se supererà questo ostacolo, Aarhus potrebbe in seguito dichiarare l'UE in violazione degli obblighi previsti dalla convenzione, di cui il blocco è parte dal 2005.
La Commissione ha tentato di anticipare le critiche con un'etichetta di trasparenza presentata la scorsa settimana. A partire dalla prossima estate, gli operatori saranno obbligati a classificare da A a G l'efficienza energetica, il consumo d'acqua e la quota di energia pulita. Lighthouse Reports ha risposto che le regole continuano a nascondere il consumo energetico totale e altre metriche necessarie per valutare l'impronta di carbonio. "La scelta di rapporti invece dei dati sui consumi reali non ha alcuna base in vincoli tecnici, è una scelta che favorisce l'industria a scapito dell'interesse pubblico", afferma il reclamo.
Dan Jørgensen, responsabile dell'energia dell'UE, ha dichiarato a POLITICO in un'intervista che i grandi consumatori di energia rischiano di compromettere gli obiettivi del blocco se non vengono allineati ad essi. Diego Solier, eurodeputato conservatore impegnato sul piano di capacità digitale dell'UE, ha affermato che la trasparenza dovrebbe essere il punto di partenza, ma deve essere "proporzionata".
Perché conta oltre Bruxelles
La disputa si inserisce in un contesto di investimenti più ampio. In una nota del 30 settembre, Andreessen Horowitz afferma che la tecnologia ha contribuito per circa il 76% alla crescita totale degli utili dell'S&P 500 nel 2026, fino a fine agosto. A trainare il settore è stata la corsa a semiconduttori, energia e networking, finanziata in gran parte dai profitti degli hyperscaler e sempre più dal debito. La società sostiene che la domanda di potenza di calcolo supera ancora l'offerta, con perfino le vecchie GPU A100 quotate ai livelli di inizio anno o superiori.
Lo stesso rapporto avverte che l'adozione resta superficiale: quasi il 30% delle società dell'S&P 500 dichiara un qualche "impatto quantificabile" dell'AI, ma solo circa il 2% monitora una metrica, e ad aprile appena il 2% delle famiglie statunitensi pagava per un servizio di AI. Il reclamo Aarhus punta esattamente su questo divario tra spesa e uso misurato. Senza dati sui consumi di ogni impianto, né i regolatori né gli investitori possono verificare quanto la corsa costi in energia e acqua.
Altrove, l'elettrificazione corre più veloce del dibattito sulla rete. BloombergNEF ha riferito il 30 settembre che le vendite globali di camion elettrici medi e pesanti hanno raggiunto un record di 158.000 unità nel primo semestre del 2026, in aumento del 75% su base annua, con più di nove su dieci venduti in Cina. I camion elettrici hanno raggiunto circa il 20% delle vendite totali di camion a livello globale e il 5,5% in Europa, mentre il mercato statunitense dei camion elettrici a batteria è rallentato fino a quasi fermarsi.
Per ora la risposta dell'UE è procedurale. Una decisione sull'ammissibilità a novembre stabilirà se la Commissione dovrà difendere il proprio segreto sui data center davanti al comitato per l'osservanza della convenzione, o se il muro di silenzio resterà in piedi.
Fonti
5- 01EU accused of hiding environmental impact of data centersEN
- 02a16z's State of Markets IIEN
- 03The Electric Trucking Market's Record Rise: Three Things to KnowEN
- 04Dinosaur-killing impact crater might have been teeming with lifeEN
- 05A16Z State Of The Markets Sep/26 [pdf]EN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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