Pechino stringe i controlli sull'esportazione di gallio, litio e tecnologie per le batterie
Il 2 gennaio 2025 il ministero del Commercio cinese ha aperto una consultazione pubblica di un mese sulle modifiche al catalogo delle tecnologie vietate o limitate all'esportazione. La proposta inasprisce i controlli sulla preparazione dei materiali catodici per batterie e sui processi di estrazione di gallio e litio.

L'avviso, firmato congiuntamente dal ministero del Commercio e dal ministero della Scienza e della Tecnologia, prevede l'aggiunta di una voce, la revisione di una e la rimozione di tre dal catalogo. Le osservazioni sono aperte fino al 1 febbraio. China Daily ha riportato la proposta il 4 gennaio 2025.
Le modifiche riguardano materiali alla base di tre settori: semiconduttori, veicoli elettrici ed elettronica di consumo. Pechino limita già le esportazioni di prodotti a base di gallio e germanio. La nuova proposta estenderebbe i controlli alle tecnologie di estrazione, non solo ai metalli. Anche la tecnologia per la preparazione dei materiali catodici delle batterie subirebbe restrizioni più severe.
Cosa fa davvero il catalogo
Il catalogo è lo strumento giuridico che classifica le tecnologie in categorie "vietate" e "limitate". Non si tratta di un divieto assoluto: le aziende straniere possono ancora ottenere tecnologie controllate se ottengono un'autorizzazione all'esportazione dal governo cinese. Lo ha spiegato Cui Fan, professore di commercio internazionale alla University of International Business and Economics di Pechino, citato da China Daily. Secondo Cui la revisione aiuta le imprese nazionali a espandersi all'estero "in modo legale e conforme".
Il precedente aggiornamento cinese, pubblicato alla fine del 2023, aveva ridotto il numero di voci controllate da 164 a 134, come annunciato all'epoca dal ministero del Commercio. La direzione non è quindi a senso unico. Ding Rijia, professore di economia industriale alla China University of Mining and Technology, ha dichiarato a China Daily che la revisione bilancia la protezione delle tecnologie critiche e delle risorse minerarie con l'incoraggiamento dell'innovazione e dello scambio a livello globale.
Questa impostazione è contestata fuori dalla Cina. Un'analisi del CSIS sulla politica di trasferimento tecnologico sostiene che le "politiche non di mercato e le pratiche commerciali predatorie" della Cina "distorcono l'economia globale e creano un rischio strategico per le nazioni occidentali". I controlli sulle esportazioni da soli non bastano, aggiunge il documento, se non sono inseriti in un programma diplomatico più ampio. Lo stesso testo afferma che l'Occidente non può disaccoppiarsi dalla Cina e la Cina non può disaccoppiarsi dall'Occidente, perché l'economia globale è troppo interconnessa per una biforcazione in stile Guerra Fredda.
Perché il momento conta
La consultazione è arrivata quando la Cina era già il fornitore dominante di diversi input toccati dalla proposta. Secondo RNZ, che ha ripubblicato un'analisi di ABC News del corrispondente capo per gli affari Ian Verrender, la Cina rappresenta il 90 per cento della produzione mondiale di batterie e domina i minerali cruciali per le batterie, tra cui litio, cobalto, manganese e grafite. Inoltre "sforna quasi tutta la produzione mondiale di anodi e catodi".
Quell'articolo descrive come Pechino abbia avviato la sua strategia per i veicoli elettrici già nel 2000, abbia investito fondi e incentivi nel progetto nel 2009 e abbia spinto aziende di batterie come BYD a entrare nell'automobile. Gli obiettivi dichiarati erano ridurre la dipendenza dal petrolio importato e diminuire l'inquinamento.
Sul fronte dei chip, una valutazione di Silicon Analysts afferma che la Cina ha ottenuto progressi credibili nelle apparecchiature per incisione, deposizione e CMP. Fornitori nazionali come NAURA e AMEC conquistano quote misurabili, mentre la fotolitografia resta il collo di bottiglia irrisolto. I sistemi EUV di ASML restano soggetti alle restrizioni olandesi all'esportazione, e nessun fornitore cinese ha dimostrato una piattaforma EUV in grado di produrre, si legge nell'analisi.
"La revisione del catalogo fa parte di uno sforzo per bilanciare la protezione delle tecnologie critiche e delle risorse minerarie, continuando a incoraggiare l'innovazione e lo scambio tecnologico su scala globale", ha detto Ding Rijia, secondo China Daily.
Il documento del CSIS raccomanda di negare alla Cina i benefici di attività illecite invece di cercare di negarle l'accesso alla tecnologia. Suggerisce poi di estendere ad altre tecnologie la logica dei "fornitori affidabili" sviluppata durante il dibattito sul 5G. Chiede anche riduzioni misurabili di ciò che definisce comportamento illecito o predatorio, così che i paesi possano valutare i progressi.
La consultazione si chiude il 1 febbraio 2025. Se le voci su gallio, litio e catodi sopravviveranno nel catalogo finale, e in quale forma, sarà un dato osservato con attenzione dai produttori di apparecchiature, dalle aziende di batterie e dai loro clienti in Europa, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti.
Fonti
4- 01Nation plans tech export rule changes - Chinadaily.com.cnEN
- 02Rethinking Technology Transfer Policy toward China - CSISEN
- 03China won the car wars with cheap EVs loaded with technologyEN
- 04China's AI Chip Bifurcation Under Export ControlsEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
Commenti
0- Nessun commento — sii il primo.