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L'ESA sceglie OVHcloud e CGI per il cloud sovrano di osservazione della Terra

Il 1 ottobre l'Agenzia spaziale europea ha designato OVHcloud e CGI come partner del sistema Digital EO, una piattaforma sovrana destinata a ospitare oltre 500 petabyte di dati di osservazione della Terra entro il 2035.

MondoSpiegatoDott. Elena RicciPubblicato: 2 ottobre 20265 min di letturaFonti 8
L'ESA sceglie OVHcloud e CGI per il cloud sovrano di osservazione della Terra

Il 1 ottobre l'Agenzia spaziale europea ha annunciato la scelta del provider cloud francese OVHcloud e del gruppo di servizi IT CGI per la realizzazione di Digital EO, un sistema informativo di osservazione della Terra che opererà su infrastrutture europee. La piattaforma federerà dati, servizi ed elaborazione legati all'osservazione della Terra, rendendoli disponibili a scienziati, enti pubblici, imprese e cittadini, secondo Data Center Dynamics.

La sfida principale è la scala. L'ESA prevede che il volume di dati di osservazione della Terra gestiti supererà i 500 petabyte entro il 2035. L'agenzia cerca un sistema decentralizzato e scalabile per archiviarli ed elaborarli. OVHcloud fornisce la piattaforma cloud; il primo dispiegamento copre Italia, Francia e Germania, con le operazioni di supporto gestite dalla Polonia, dove OVHcloud opera anche una regione cloud.

"L'Europa deve assolutamente avere il controllo sull'infrastruttura che fa funzionare i suoi programmi più strategici", ha dichiarato Octave Klaba, fondatore e amministratore delegato di OVHcloud, in una nota ripresa da DCD. Nicolaus Hanowski dell'ESA, responsabile del dipartimento EO Mission Management and Ground Segment, ha inquadrato il progetto come un sostegno ai programmi della Commissione europea, tra cui Copernicus e DestinE.

Perché questo caso conta più degli annunci che lo circondano

Il contratto ESA è un caso raro in cui un'istituzione europea sposta un carico di lavoro operativo su infrastrutture di proprietà europea, invece di limitarsi ad annunciare l'intenzione. L'annuncio arriva in una settimana densa di rivendicazioni di sovranità digitale. Il 1 ottobre Politico ha riferito che l'alternativa della Commissione europea a Microsoft Teams ha ricevuto critiche severe dai funzionari. Lo stesso giorno Cybernews ha segnalato che la maggior parte delle istituzioni UE continua a dipendere da server di posta americani, nonostante anni di promesse di sovranità.

In questo contesto, il sondaggio del Capgemini Research Institute su 1.300 dirigenti di grandi aziende e enti pubblici, ripreso da Il Sole 24 Ore il 1 ottobre, offre un utile riscontro di realtà. Il 93 per cento delle organizzazioni ha dichiarato di aver discusso di sovranità digitale a livello di consiglio di amministrazione, ma il 59 per cento considera irrealistica una piena sovranità digitale. In Italia, il 94 per cento ne ha discusso e il 44 per cento la considera una priorità assoluta; tuttavia, solo il 18 per cento afferma di avere una mappa completa delle proprie dipendenze tecnologiche. Il rapporto preferisce il termine "interdipendenza resiliente": mantenere il controllo delle attività critiche riducendo l'esposizione a un singolo fornitore.

Questo divario tra ambizione e verificabilità fa da sfondo al resto della settimana. Monia Ferrari, amministratrice delegata di Capgemini in Italia, ha individuato le principali debolezze nella mancanza di visibilità, nella concentrazione dei fornitori e nella difficoltà di cambiare provider. "Pensare di poter eliminare tutte le dipendenze è irrealistico", ha affermato, secondo Il Sole 24 Ore. Lo stesso rapporto rileva che il 63 per cento delle grandi aziende italiane segnala una forte concentrazione dei fornitori nei dati, il 59 per cento nel software, e il 43 per cento afferma che cambiare fornitore di connettività richiederebbe più di un anno.

Anche il livello di rete si muove

Il 29 settembre Orange Business ha annunciato di essere stata selezionata come partner di rete per TESTA-EIRIS, la dorsale di comunicazione transfrontaliera dell'UE per amministrazioni pubbliche, istituzioni UE, agenzie e Stati membri. Orange gestirà la dorsale Layer 2 e Layer 3 in almeno 12 punti di presenza in cinque regioni europee, in collaborazione con la DG DIGIT della Commissione, garantendo una disponibilità del 99,999 per cento. L'azienda afferma che la sua Evolution Platform sostituirà l'hardware dedicato con servizi virtuali basati su software: una scelta architetturale che è anche una scelta di sovranità.

Intanto, Cloudflare e Deutsche Telekom hanno annunciato una partnership per quello che definiscono un internet sicuro e resiliente, un accordo riportato da AiThority il 30 settembre. È importante distinguere i due accordi: il contratto di Orange è un appalto pubblico per le istituzioni UE, mentre l'intesa tra Cloudflare e Telekom è di natura commerciale.

Gli investimenti seguono la stessa direzione, sebbene non sempre verso le stesse destinazioni. Il 1 ottobre DIG Ventures ha chiuso il suo terzo fondo da 120 milioni di dollari per sostenere aziende europee in fase pre-seed e seed che sviluppano infrastrutture cloud e enterprise native per l'AI, con limited partner tra cui Horsley Bridge, Sofina e Granite, secondo Tech.eu. Lo stesso giorno Headline ha chiuso un fondo europeo da 400 milioni di dollari per le fasi iniziali; il suo portafoglio include Mistral e Black Forest Labs.

I punti scomodi

L'infrastruttura europea non è immune ai problemi che dichiara di voler evitare. Il 1 ottobre The Register ha riferito che un'attività di manutenzione dell'infrastruttura Microsoft ha interrotto Azure ExpressRoute Gateway, VPN Gateway e il servizio Azure VMware in 18 regioni Azure, tra cui North Europe, West Europe, UK South, France Central e Germany North. Microsoft ha dichiarato di aver sospeso l'attività di manutenzione e di osservare un recupero in corso; in seguito ha comunicato di aver mitigato l'incidente, aggiungendo Azure Firewall, Application Gateways e Web Application Firewall alla lista dei prodotti coinvolti.

Per i clienti di cloud ibrido, questo è l'argomento pratico per possedere una fetta maggiore dello stack. È anche un promemoria: le promesse di resilienza sono economiche finché il calendario di manutenzione di un fornitore non le infrange.

Altri due tasselli del puzzle si trovano fuori dal livello cloud. La spinta dell'industria spaziale europea verso il controllo della catena di fornitura è emersa all'evento Pretzl Connect 2026 di Budapest. Qui Kate Underhill dell'ESA ha detto a EE Times che i sistemi spaziali operano tipicamente almeno 10 anni dietro l'elettronica di consumo. Ha raccontato che l'ESA ha una volta provato a ordinare 20 diodi laser a un fornitore tedesco, ricevendo la risposta che l'ordine minimo era di 10.000 unità. Ha aggiunto che qualsiasi componente statunitense su un satellite sottopone il programma alle regole di esportazione americane. È lo stesso problema di dipendenza, ma nel silicio.

E il 1 ottobre SoftBank ha completato l'acquisto di DigitalBridge, investitore in infrastrutture digitali, per circa 3,1 miliardi di dollari. L'azienda gestisce oltre 108 miliardi di dollari in asset e sarà delistata dalla Borsa di New York, ha riferito DCD. La politica di sovranità europea non controlla chi possiede gli asset sottostanti, ma deve sempre più tenerne conto.

Cosa tenere d'occhio

La vera prova per Digital EO saranno i dettagli dell'appalto, non l'annuncio: quanta parte della pipeline da 500 petabyte finirà effettivamente su regioni gestite da operatori europei e a quali condizioni contrattuali. Gli strumenti della Commissione europea rappresentano il caso più difficile. Finché i server di posta e il software di collaborazione utilizzati all'interno delle istituzioni UE non saranno all'altezza della retorica, il dibattito sulla sovranità continuerà a produrre sondaggi come quello di Capgemini, in cui la maggior parte delle organizzazioni riconosce che l'obiettivo è giusto ma che la piena indipendenza non è raggiungibile.

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Fonti

8
  1. 01European Space Agency taps OVHcloud and CGI for Earth observation systemEN
  2. 02Due aziende su tre dicono di no alla sovranità digitale totaleIT
  3. 03Orange Business to provide European Union's backbone network for trusted data exchangeEN
  4. 04Azure maintenance mess disrupted hybrid clouds, VPNs, cloudy VMware servicesEN
  5. 05DIG Ventures closes $120M Fund III to back Europe's AI infrastructure startupsEN
  6. 06Mistral and Black Forest Labs backer Headline closes $400M European fundEN
  7. 07Europe's Space Industry Seeks Greater Supply Chain ControlEN
  8. 08SoftBank closes DigitalBridge acquisitionEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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