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La Cina stringe i controlli sull'export: dai chip ai talenti AI, fino ai robot

Pechino ha esteso ai coniugi e ai figli dei dirigenti chiave dell'AI e dei semiconduttori le restrizioni sui viaggi all'estero, come riportato il 28 settembre. È l'aspetto più severo di un regime che ora tocca tutto, dalle attrezzature per le fabbriche di DRAM alla linea di montaggio della nuova berlina elettrica di Hyundai prodotta in Cina.

MondoAnalisiDott. Elena RicciPubblicato: 29 settembre 20267 min di letturaFonti 8
La Cina stringe i controlli sull'export: dai chip ai talenti AI, fino ai robot

La notizia sulle restrizioni ai viaggi è emersa il 28 settembre. Bloomberg ha riferito che le autorità governative hanno iniziato a notificare agli interessati che i familiari di certi dirigenti dell'AI e dei chip devono ottenere l'approvazione di Pechino prima di espatriare, anche per brevi periodi. Business Standard ha ripreso la notizia lo stesso giorno, seguita dal Business Times.

Non si tratta di un divieto assoluto, ma di un permesso da richiedere. Questa distinzione racchiude l'intera politica. Da inizio anno, Pechino limita già gli spostamenti all'estero dei massimi esperti di AI in aziende private come Alibaba e DeepSeek, come riportato da Bloomberg a maggio. L'estensione ai familiari, però, è nuova. Due fonti hanno dichiarato a Bloomberg che i dipartimenti governativi hanno già contattato diverse persone. Resta da chiarire se la misura copra tutti i membri della famiglia.

Su un altro fronte, le regole per l'applicazione dei divieti di uscita sono entrate in vigore il 15 settembre. Riguardano casi che vanno dalle indagini penali a potenziali violazioni della sicurezza industriale e tecnologica, con l'aggiunta graduale di nomi. Il Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione non ha risposto a una richiesta di commento inviata via fax.

Chip: un'espansione da 5,2 miliardi di dollari che compra in casa

Il caso più chiaro di politica che indirizza capitali verso le catene di fornitura nazionali è il deposito azionario di lunedì di ChangXin Memory Technologies. CXMT, il principale produttore cinese di DRAM e società quotata sullo Star Market, prevede di investire 34,9 miliardi di yuan (5,2 miliardi di dollari) in espansione, ha riferito SCMP il 29 settembre citando una fonte. Di questa somma, 24,1 miliardi di yuan andranno a un nuovo progetto di ricerca e sviluppo tecnologico e 10,8 miliardi di yuan alla seconda fase di una base di collaudo dei wafer.

La voce da monitorare è quella della ricerca e sviluppo. Quasi 22,4 miliardi di yuan, circa il 93 per cento del budget del progetto, sono destinati all'acquisto di attrezzature, si legge nel documento. La fonte ha detto a SCMP che l'azienda ha fissato un obiettivo "aggressivo" per gli acquisti dai fornitori locali di attrezzature per la produzione di chip. È un documento di approvvigionamento che funziona anche come politica industriale. Questo smentisce l'idea che i controlli sull'export rallentino semplicemente le aziende cinesi: il capitale continua a muoversi, ma va verso fornitori nazionali che ora hanno un acquirente garantito.

La portata della scommessa non è sottile. È all'incirca la dimensione di un budget europeo di medie proporzioni per i semiconduttori, puntato su una categoria di prodotto che gli Stati Uniti hanno cercato di tenere fuori dalle mani cinesi.

Robot: il 77,9 per cento delle spedizioni globali

I controlli sull'export vengono spesso discussi come un freno. I numeri dei robot umanoidi suggeriscono un meccanismo diverso. La Cina ha spedito più di 19.000 robot umanoidi nella prima metà del 2026, pari al 77,9 per cento delle spedizioni globali, secondo cifre attribuite a IDC e riportate da TechNode il 29 settembre. Le spedizioni globali hanno raggiunto quasi 25.000 unità, in aumento del 432,1 per cento su base annua.

IDC ha anche alzato la previsione sulle spedizioni globali di robot umanoidi nel 2030 a più di 750.000 unità. TechNode attribuisce i dati a IT Home, in cinese.

Leggere insieme queste due storie rende il quadro scomodo per chi pensava che il regime dei controlli avrebbe escluso la Cina dalla produzione avanzata. Nei chip di memoria lo Stato finanzia i produttori nazionali di attrezzature per sostituire quelli stranieri. Nei robot umanoidi le fabbriche cinesi dominano già i volumi globali, prima ancora che si sviluppi un dibattito maturo sui controlli. La leva politica e la base industriale non corrono alla stessa velocità.

Adozione dell'AI: 700 milioni di utenti, e l'hardware che ne segue

La domanda interna dà spazio di respiro alla strategia. La base di utenti cinese dell'AI generativa ha superato i 700 milioni alla fine di giugno, più della metà della popolazione, ha riferito il South China Morning Post il 29 settembre citando dati diffusi martedì dal China Internet Network Information Centre. Si tratta di un aumento del 16 per cento rispetto alla fine del 2025, quando la Cina contava 602 milioni di utenti e un tasso di penetrazione del 42,8 per cento.

I servizi di domanda e risposta restano l'uso più comune: il 76 per cento degli utenti intervistati ha detto di aver usato l'AI generativa per cercare risposte. Circa il 48 per cento ha usato strumenti di AI per elaborare immagini o video, il 38 per cento per l'elaborazione di testi e il 33 per cento per riassunti di lavoro, note di riunioni o presentazioni. Il rapporto segnala anche che il 39 per cento degli utenti aveva comprato hardware intelligente online nei sei mesi precedenti. È il dato che conta per chi cerca di capire da dove arriverà la prossima categoria soggetta a export.

Auto: Hyundai costruisce in Cina un'auto per il mondo

Il settore automobilistico mostra la stessa logica con un marchio straniero sul cofano. Beijing Hyundai, la joint venture cinese di Hyundai Motor, ha lanciato martedì la Ioniq V a un prezzo di partenza promozionale di 99.900 yuan (14.820 dollari), ha riferito CnEVPost il 29 settembre. I prezzi di listino consigliati vanno da 109.900 a 139.900 yuan, con sconti di lancio di 8.000 o 10.000 yuan a seconda della versione. La nuova versione base e gli sconti portano il prezzo di partenza 20.000 yuan sotto la cifra annunciata in pre-vendita al salone di Chengdu ad agosto.

L'auto è un caso di studio sulla dipendenza. CATL fornisce le batterie al litio ferro fosfato, nelle capacità di 53,48 kWh e 66,85 kWh, con autonomie CLTC di 540 km e 650 km. Momenta, quotata a Hong Kong, ha co-sviluppato il sistema di assistenza alla guida L2+. L'abitacolo monta uno schermo 4K da 27 pollici su un chip Qualcomm Snapdragon 8295P, e l'infotainment integra Ernie Bot di Baidu e Doubao di ByteDance. Il centro di design cinese di Hyundai ha guidato il lavoro, e il modello è destinato anche ad altri mercati.

Hyundai ha detto di prevedere 20 modelli elettrici a batteria e a autonomia estesa prodotti localmente nell'arco di cinque anni, e punta a portare il business cinese a 500.000 veicoli entro il 2030. La Ioniq V è uno dei primi prodotti di quel piano.

Il contrappeso: un'offerta di armi che nessuno vuole rivendicare

Non ogni storia di politica tecnologica cinese riguarda la capacità industriale. Domenica l'ambasciatore americano in Cina David Perdue ha detto a Fox News che Donald Trump ha chiesto a Xi Jinping se la Cina volesse comprare armi americane, durante la visita del leader cinese a Washington la settimana scorsa. The Guardian ha riportato le dichiarazioni il 28 settembre. La Casa Bianca ha detto al New York Times che non ci sono piani di vendere armi alla Cina; il Dipartimento di Stato ha affermato che la legge americana vieta queste vendite e che "non esiste alcuna offerta o piano di vendere armi alla Cina".

La Cina è un esportatore netto di armi, e le sue importazioni di armamenti sono calate del 72 per cento tra il 2021 e il 2025 rispetto ai cinque anni precedenti, secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute citati dal Guardian. L'episodio è meno un segnale politico e più un promemoria di quanto i due governi coordinino alla leggera le loro posizioni pubbliche.

Altrove, i fronti della sorveglianza e della sicurezza continuano ad allargarsi. La EFF ha inviato un commento alla San Francisco Police Commission opponendosi alla politica sui droni proposta dal dipartimento. Ha osservato che i voli sono passati da circa 350 impieghi nel 2024 a oltre 1.100 da gennaio ad agosto 2025, e a oltre 3.500 nei primi cinque mesi del 2026. The Intercept ha riferito il 28 settembre che un rapporto di intelligence generato dall'AI su una nave cinese in Medio Oriente, riportato per la prima volta dalla CNN il 18 settembre, ha spinto l'esercito americano a prepararsi a intercettare un vascello con la forza.

Queste due storie restano fuori dal fascicolo dei controlli sull'export, ma spiegano perché il fascicolo continua a ingrossarsi. Quando l'AI viene usata per l'analisi di intelligence e la sorveglianza di polizia in casa, l'argomento per controllare chi altro riceve la tecnologia smette di essere astratto.

Per ora il segnale più concreto è il meno drammatico: un deposito azionario, un prezzo di lancio, una statistica sugli utenti. La politica tecnologica cinese si attua attraverso budget di approvvigionamento e lanci di prodotti, e i controlli sull'export la inseguono invece di guidarla.

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Fonti

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  1. 01China broadens travel curbs to encompass family of top AI talentEN
  2. 02China's CXMT to favour domestic suppliers in US$5.2b memory-chip capacity push: sourceEN
  3. 03China accounts for 77.9% of global humanoid robot shipments in H1, IDC saysEN
  4. 04China's generative AI user base crosses 700 million, covering over half the populationEN
  5. 05Hyundai launches China-tailored Ioniq V electric sedan from under $15,000EN
  6. 06Trump asked Xi Jinping if China would like to buy US weapons, American ambassador saysEN
  7. 07EFF to San Francisco Police: Drones are Powerful Surveillance Tools That Require a Robust PolicyEN
  8. 08AI Almost Started a U.S.-China War - and No One Seems to CareEN

Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.

I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.

Dott. Elena Ricci

Dott. Elena Ricci

Economia, business e mondo

Elena Ricci segue per FLASH24 economia, mondo e congiuntura, partendo dai dati grezzi di Eurostat, FMI e istituti nazionali, e non manda in pagina una cifra senza averla ricontrollata almeno due volte. Per la desk congiuntura confronta trimestre su trimestre i bilanci delle principali aziende tecnologiche e verifica le serie storiche su almeno due fonti indipendenti. Attende le pubblicazioni mensili di inflazione e ordini industriali, e nel frattempo sente analisti e uffici studi per capire dove sta andando il ciclo. Lo stesso interesse per i numeri delle big tech la porta a usare una cargo bike per gli spostamenti in città: peso, consumi e costi di gestione li misura come farebbe con un conto aziendale. Non pubblica stime non riconciliate con i documenti originali.

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