Agenti AI attaccano i negozi online: 25 dollari a bersaglio
Un rapporto sulla sicurezza ricostruisce una campagna in cui agenti AI autonomi hanno setacciato centinaia di negozi online alla ricerca di sistemi vulnerabili. Il costo per bersaglio si è mantenuto nella fascia bassa delle due cifre in dollari.

Gli agenti AI autonomi stanno diventando uno strumento per attaccare i negozi online. Il 25 settembre 2026 t3n ha riferito di un rapporto della società di sicurezza Gambit Security che ricostruisce una campagna ancora in corso.
Bersagli scelti in base alle classifiche
Secondo il rapporto, gli aggressori hanno utilizzato un servizio di ranking del traffico dei siti web. Hanno selezionato la categoria "Shopping" e filtrato i negozi presenti sulle grandi piattaforme standard. Sono rimasti solo quelli con codice personalizzato, dove meno occhi estranei possono leggere. La lista è stata poi affidata agli agenti AI, che hanno eseguito autonomamente i passaggi successivi.
Tra il 10 e il 15 settembre
In questa finestra temporale, secondo il rapporto, sono stati avviati 105 progetti di attacco. Almeno 27 aziende sono state compromesse in misura diversa. Gli analisti indicano che la campagna risale almeno a luglio 2026. Gli aggressori puntavano agli skimmer: moduli JavaScript manipolati nel checkout che rubano i dati di pagamento mentre i clienti li inseriscono.
Per almeno 27 vittime identificate sono stati richiesti skimmer, e in 19 di esse sono stati effettivamente trovati durante la campagna. Insieme a un ricercatore di sicurezza, il team ha individuato oltre 100 altri siti web con skimmer riconducibili alla stessa operazione. I costi per bersaglio si sono aggirati intorno ai 25 dollari. Sul mercato nero, il prezzo di un singolo furto riuscito di dati di pagamento è molto più alto. Per questo l'automazione conviene ai criminali anche con percentuali di successo basse.
Perché gli agenti sono adatti in questo caso
Piazzare uno skimmer richiede molti piccoli passaggi: individuare i negozi, riconoscere le varianti di piattaforma, testare le vulnerabilità, adattare i payload, verificare i risultati. Proprio questi processi sono in parte automatizzabili con sistemi AI agentici. Nello stesso contesto t3n segnala anche l'altro lato di questo sviluppo: l'assistenza agentica potrebbe in futuro occuparsi essa stessa degli acquisti per gli utenti. Il confine è difficile da tracciare: ciò che per uno è comodità, per l'aggressore è infrastruttura.
Per i gestori ne consegue che gli script di checkout e i flussi di pagamento vanno controllati per individuare manipolazioni, e che la catena di fornitura del codice di terze parti nello shop va monitorata da vicino. L'episodio mostra anche che il Cyber Resilience Act non riguarda solo i produttori di software, ma anche i fornitori di servizi IT: gli organismi di verifica e valutazione diventano un collo di bottiglia con una propria tempistica.
Da molti piccoli passaggi di lavoro è nata un'automazione, e da un attacco costoso un attacco a buon mercato.
Fonti
2- 01t3n: KI-Agenten greifen Onlineshops an – für 25 Dollar pro ShopDE
- 02Gambit Security: Analysen zu automatisierten Angriffen auf E-Commerce-SystemeEN
Tutti i numeri e le citazioni di questo testo provengono dalle fonti elencate sotto.
I contenuti sono stati preparati dalla redazione con il supporto dell'IA.
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